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HADITH

Postato alle 23:59 di venerdì, 13 novembre 2009
 
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«Venite a una parola comune tra noi e voi: che non adoriamo altri dei che Dio, e non associamo a lui cosa alcuna, e che nessuno di noi scelga altri signori accanto a Dio» (Corano 3, 64).
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La sottomissione e la fede
Postato alle 16:40 di lunedì, 09 novembre 2009
BismiLlah ar Rahmani ar Rahim
 
 
Tempo fa, parlando con una sorella italiana del suo ritorno all'Islam,  lei mi disse che quando suo marito una ventina di anni fa, tornò a casa proponendole la conversione dal cristianesimo, lei era decisamente scettica.
Lui però insistette, dicendole che comunque lei non avrebbe perso i suoi punti di riferimento, che Maria (psl) la madre di Gesù e suo figlio (psl), erano figure importanti anche per il credo musulmano. Che secondo lui, questa era la religione giusta e che lei avrebbe dovuto fidarsi, fare atto di sottomissione a Dio l'Altissimo e poi con il tempo tutto sarebbe "ritornato".
Lei  si fidò e pronunciò la shahada, hamduLlah, e con il tempo diventò davvero musulmana credente e praticante, mash'Allah.
Alla fine del racconto le dissi:"Ed ora cosa ne pensi di questo tuo ritorno?" Lei mi rispose, subhanallah:"Non tornerei indietro per niente al mondo, mash'Allah!".
 
Perchè vi ho raccontato questa storia? Perchè qualche giorno fa parlando con un'altra cara sorella, lei mi ricordò che sul sublime Corano sta scritto così:
 
Sura Al Hujurat (Le stanze intime)
14. I Beduini hanno detto: “Crediamo”. Di': “Voi non credete. Dite piuttosto ci sottomettiamo", poiché la fede non è ancora penetrata nei vostri cuori. Se obbedirete ad Allah e al Suo Inviato, Egli non trascurerà nessuna delle vostre [buone] azioni. In verità Allah è perdonatore, misericordioso”.
 
Se andiamo a guardare la spiegazione di questo versetto sull’interpretazione del sacro Corano fatta da H. Picardo Ed. Al Hikma troviamo: Il versetto è molto importante per la distinzione che stabilisce tra la fede e la sottomissione:
*      La prima investe la realtà spirituale dell’individuo
*      La seconda può limitarsi al suo comportamento esteriore ed essere comunque accettata dalla comunità islamica. La sottomissione talvolta precede la fede e crea i presupposti affinchè quest’ultima possa svilupparsi nel cuore dell’uomo.
La Shari’a (la legge islamica) si limita a giudicare quello che appare, solo Allah (gloria a Lui l’Altissimo) conosce il segreto dei cuori.
Per concludere quindi, se una persona crede che Allah-Dio l’Altissimo è uno e solo uno, crede nei Profeti (psl), nei libri rivelati, negli Angeli e nel destino predestinato da Dio non ha che da fare la testimonianza di sottomissione. Tutto il resto insh’Allah, l’elevazione del cuore e spirituale, il miglioramento della pratica, la fede dunque arriveranno da sole.
E Dio ne sa di più, Allahu ‘alam.
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La verità sull'Islam
Postato alle 22:16 di martedì, 03 novembre 2009

BismiLlahi ar Rahman ar Rahim

 

 

L'Islam è la religione della fede logica, della fede ricercata e confermata, dello studio della fede e per la fede.

Per chi dopo questo video abbia voglia di saperne di più, lascio questo link  al blog del fratello Mamdouh dover potrà trovare alcuni video su Ahmed Deedat (Allahu arhamu) davvero illuminanti, mash'Allah.

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Le buone notizie fanno bene!!!
Postato alle 12:26 di mercoledì, 28 ottobre 2009

moslem girl

In questi giorni continuo a pensarci, è un dato di fatto oramai. Le cattive notizie generano solo sensazioni negative, malessere psichico ed emotivo e purtroppo ne siamo bombardati ogni giorno. Accendiamo un TG a caso, caspita, una buona notizia non la troviamo manco a pagarla. Persino mia figlia me lo ha detto "Mamma guardare i telegiornale mi fa paura!"

Afghan boys 'smile' for the camera. da violinsoldier.Già c'è la crisi e le famiglie bisognose aumentano di giorno in giorno, la soglia di povertà si sta alzando e a quanto sembra per un miglioramento globale dovremo aspettare ancora un bel po' di tempo.

Anteprima immagineSe si parla di mondo islamico, poi, una catastrofe continua. Sembra che siamo solo capaci a farci saltare in aria, ad autocommiserarci e ad assere depressi (questo a sentire i mass media eh!).

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Allora , perchè non ci danno qualche volta una buona notizia? Si sa, LE BUONE NOTIZIE FANNO BENE e ti fanno venire la voglia di fare altrettante cose buone, di uscire con un sorriso, di essere più propenso alla comunicazione cordiale con gli altri.

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Vi lascio con qualche appunto sulla giornata del  dialogo tra le religioni. E mi raccomando mettete buone notizie sui vostri blog, parlate di tante belle cose con le persone che vi circondano, tutto questo, di riflesso, farà tanto bene anche a voi,insh'Allah

Anteprima immagine

Decine di iniziative in tutta Italia in vista della giornata del dialogo cristiano-islamico PDF Stampa E-mail

Il tema di quest’anno è “La gioia del raccontarsi la vita”, tema attuale visti gli ultimi eventi nel nostro paese che stanno sottolineando come dell’“altro” si ignori molto e si immagini ancora di più in termini negativi ....


 

 

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Il velo? Il problema è in chi lo guarda
Postato alle 23:40 di lunedì, 19 ottobre 2009

Girando di qua e di la in cerca di qualcosina che attirasse la mia attenzione prima di andarmene a dormire, ho trovato questo articolo. Non c'è nulla da commentare: chiaro, conciso e veloce.

Tratto da qui smily computer da ahmed the egyptian.

 

E se il problema culturale del velo islamico fosse più in chi lo guarda che in chi lo porta?

di Stefano Allievi*

Cominciamo con il distinguere vari livelli.

a) La maggior parte delle donne musulmane, da noi, non porta alcun velo. Solo che non ce ne accorgiamo: poiché non lo portano, non sappiamo che sono musulmane…

b) Molte portano l’hijab, il più diffuso, quello che copre la testa ma non nasconde il viso: un foulard, per capirci. Molti – come la Santanché che vorrebbe vietarlo nelle scuole e su questo si è costruita il suo quarto d’ora di celebrità – pensano sia un simbolo di oppressione della donna. La pensano diversamente le suore, gli ebrei che portano la kippah e le loro donne ortodosse con i capelli rasati, i sikh col turbante, e le statue della Madonna: è un simbolo di sottomissione, sì, ma a Dio. La stragrande maggioranza delle donne, anche giovani e colte di seconda generazione, che lo porta, lo fa volontariamente e non si sente affatto inferiore alle altre: per loro è una scelta libera, e come tale va rispettata, anche se non la capiamo. Diverso per chi lo mette per imposizione del marito o del padre: in questi casi, deve intervenire lo stato? O non è meglio lasciar fare all’evoluzione culturale? Sui foulard neri delle nostre nonne, è intervenuto lo stato? E su quante altre scelte controvoglia e imposizioni all’interno delle famiglie dovremmo intervenire, allora? Eppure molti si sentono in diritto di protestare persino contro l’impiegata di un museo o la commessa di un negozio con l’hijab, o una ragazza che in piscina porta quello che si è ribattezzato il burqini. E’ normale?

c) C’è poi il velo che nasconde il viso: il niqab e il burqa. Pochi casi, ma ben pubblicizzati. Nessuno si sogna di difenderlo, ci mancherebbe. Ma forse è il caso di sgombrare il caso da alcune falsità. Paura. La attribuiamo ai bambini, ma chi è che ce l’ha, o la induce? Con questa scusa si è perfino fatta cacciare da un’asilo privato una maestra che portava l’hijab, e in diverse scuole mamme italiane si sono mobilitate contro mamme immigrate con il capo – non il volto – coperto: ci rendiamo conto? Sicurezza. In tutta Europa non si annovera un solo precedente di rapina in banca o di attentato effettuato con un burqa. Il problema allora è un altro: culturale. Non siamo abituati a questo genere di vestiario e non ci piace. Legittimo. E di questo sì, è giusto parlare.

Il ricorso alla legge aiuta, ma non troppo. La legge (152 del 1975, art. 5) pretende la riconoscibilità del viso: “E’ vietato prendere parte a pubbliche manifestazioni, svolgentisi in luogo pubblico o aperto al pubblico, facendo uso di caschi protettivi o con il volto in tutto o in parte coperto mediante l’impiego di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona”. Però la legge parla di pubbliche manifestazioni (erano gli anni degli scontri con la polizia nel corso di manifestazioni politiche), non del semplice camminare per strada (per il quale è sufficiente consentire il riconoscimento su richiesta delle forze dell’ordine). E diverse sentenze hanno riconosciuto eccezioni per motivi diversi: inclusi quelli religiosi. Tanto è vero che un sindaco della provincia di Como che si ostinava a multare una musulmana italiana è stato costretto dal giudice ad annullare le sanzioni.

Uno dei cardini su cui si basa la civile convivenza è il rispetto della legge: quale che sia. Sul viso completamente velato, sono personalmente contrario. Lo sono anche la maggior parte dei musulmani e delle musulmane. E ci dovesse essere una legge chiara, va rispettata. Ma in Europa c’è più di un dubbio. E infatti a chiunque cammini per Londra, Parigi, Amsterdam o Berlino capita di incontrare donne con il volto velato con molta maggiore frequenza che in qualunque città italiana. Sono paesi incivili? Più indietro, sul piano dei diritti, di quel faro della civiltà che è Montegrotto? Qui, davvero, siamo al grottesco: tutto, pur di avere una foto sui giornali…

Forse non è inutile farsi anche un’altra domanda: perché questi episodi accadono sempre e solo nel Nord Italia? Siamo forse più femministi? O non è che tutto questo ha a che fare con una campagna anti-islamica che prende qualunque spunto, incluso il sacrosanto diritto a riunirsi a pregare, per manifestarsi? Talvolta, di fronte a questi episodi, viene da pensare che sì, c’è davvero in corso una guerra culturale che riguarda l’islam. Ma non l’hanno dichiarata i musulmani.

*Stefano Allievi è professore presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova e autore di molti saggi sull’immigrazione islamica in Italia.

Articolo pubblicato su http://mattinopadova.gelocal.it/

stefano.allievi@unipd.it

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Ora di Corano nelle scuole italiane.
Postato alle 08:51 di lunedì, 19 ottobre 2009

Sta mattina il mio Papino mi porta il giornale  di ieri  ehm...si...avete letto bene il giornale di ieri. Mi porta sempre "il giornale di ieri" se sopra, a suo avviso, ci sono notizie che mi possono interessare. E direi che in questo caso in prima pagina c'era una super notizia.

"Si, tema dibattuto ormai da molto tempo e mai applicato"direte voi, "Certo ma è sempre stata una proposta che arrivava da sinistra, il fatto che sia la destra a proporla mi da più speranza" Vi rispondo io.

Ho visto che ci sono problemi di attuazione e che persino l'UCOII c'ha qualcosa da ridire. Ma a me, sta notizia m'ha dato un bel po' di carica oggi, mash'Allah....ok, so che sono una persona idealista , sognatrice e fantasiosa.

Lo so, lo so che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, ma quando ho letto l'articolo di cui sotto non ho potuto fare a meno di  pensare "Ah! Che bell'inizio di settimana!Alhamdulillah"

Così visto che è lunedì, dato che dobbiamo scaldare i motori, considerato che viviamo in tempi piuttosto bui, ecco per tutti voi la buona notizia di inzio settimana. Sabbah al kheir!

Wa salamualeikum wa rahmat Allah wa barakatu. Pace.

 

 

SOCIETÀ MULTICULTURALE. Il presidente della Camera approva e va anche oltre: «Cittadinanza ai figli di stranieri»

I finiani sorprendono tutti:
«Un’ora di Islam a scuola»

Il viceministro Urso propone l’insegnamento del Corano per i figli dei musulmani No della Lega, sì di Vaticano e Pd

Una studentessa di religione islamica, vista di spalle e riconoscibile dal velo, segue una lezione ...
ASOLO (TREVISO)
Un nuovo modello di integrazione è possibile. Replicando l’esperienza dello scorso anno sul federalismo fiscale, Gianfranco Fini e Massimo D’Alema lanciano da Asolo, nella roccaforte leghista, le loro proposte sull’immigrazione in un workshop di Farefuturo e ItalianiEuropei. Di fronte a una platea di 50 giovani di centrodestra e 50 di centrosinistra il presidente della Camera e l’ex premier si trovano d’accordo su tre temi legati all’immigrazione: la cittadinanza ai bambini figli di immigrati dopo un ciclo scolastico, a 10-11 anni; l’ora di Corano a scuola e il voto alle amministrative per i cittadini immigrati.
Ipotesi che secondo D’Alema rappresentano un cambio di passo necessario nelle politiche per l’immigrazione del governo che finora sono state frutto «di un dibattito pubblico dominato da simboli e fantasmi, che ha solo uno scopo elettorale e non risolve i problemi». D’altra parte, è la stoccata di Fini, «sui temi dell’integrazione bisogna sforzarsi di dare un messaggio articolato, ragionato piuttosto che parlare per ottenere l’applauso immediato». Proposte che, sottolineano entrambi, non è possibile trattare con risposte «miopi» o «primitive».
Si tratta di temi, dice Fini, che vanno affrontati, indipendentemente da chi è al governo perchè riguardano «il futuro del paese». E allora, dice, «è possibile pensare alla cittadinanza per chi nasce qui o arriva qui piccolissimo e frequenta un intero ciclo scolastico? Questa è la mia proposta».
C’è poi la «proposta Urso» sull’ora di Corano a scuola. E anche qui Fini e D’Alema si trovano d’accordo. «Non è uno scandalo» dice Fini. Chi ha attaccato questa proposta, aggiunge D’Alema, «ha dato risposte primitive». Non si può rispondere, ha proseguito, «con dei suoni gutturali a una idea di non facile realizzazione ma sulla quale discutere» anche perchè il vero tema è che «in Italia non c’è ancora una legge che regoli la libertà di religione».
REAZIONI. I Compatta la Lega a bocciare la proposta Urso. «Noi dobbiamo difendere la nostra identità, non cancellarla», afferma il presidente dei deputati del Carroccio Roberto Cota. «Quella di avere una società multietnica a tutti i costi è un'idea della sinistra e non è compatibile con gli impegni presi con la nostra gente». Invece il ministro leghista Zaia propone «l’ora di religione cattolica obbligatoria per i musulmani nelle nostre scuole». Sempre all'interno della maggioranza, anche Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato, è contrario: «La trovo una ripetizione stantia dei canoni del multiculturalismo».
Contrario anche il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), che rivendica la supremazia della religione cattolica, legata all’identità italiana. Mentre si dice d’accordo con Urso e Fini, Benedetto Della Vedova (Pdl) che parla di «proposta intelligente»
Dalla comunità islamica arriva un ok condizionato. «Apprezziamo questa apertura», dice il portavoce dell'Ucoii (Unione delle comunità islamiche in Italia) Izzedin ElZir, «anche se preferiamo che si faccia non un'ora di religione, ma un'ora di storia delle religioni utile a tutti i bambini».
Positivo, invece, il Vaticano. Il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio per la Giustizia e la pace, aveva già in passato accarezzato l'idea di un'ora di Corano a scuola. Con i debiti «controlli», spiega, oltre che un «diritto» sarebbe un meccanismo che permetterebbe di evitare che i giovani di religione islamica finiscano nel «radicalismo».
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Islam for web
Postato alle 19:51 di venerdì, 09 ottobre 2009

Assalamualeikum wa rahmat Allah wa barakatu.

Tutti noi sappiamo che Aisha è una sorella super attiva e una ottima conoscitrice del mondo del web, decisamente più di me di sicuro! Ebbene non contenta ha deciso di sistemare per benino un sito che già gestiva (cambiando indirizzo tra l'altro, attenzione!), che potete andare a visitare  QUI

Davvero molto interessante con libri, articoli, video, persino l'angolo della solidarietà, piuttosto che, l'altrettanto utile proposta, di software gratuiti.

L'home page si presenta così:

"Iqra! Bismi Rabbika Alladhi khalaq!"

"Leggi, in Nome del tuo Signore che ha creato"

(Sura "Al alaq", "L'aderenza", versetto 1")


Leggi quindi, leggi per imparare. Questo è un obbligo per il credente musulmano.

Leggere per capire, per conoscere, per avvicinarsi al Creatore.


Nulla tranne che la Sapienza unita alla fede può permettere all'uomo di salvare la propria anima.


Nulla può, tranne la sete di conoscenza, colmare il vuoto del cuore che ànela a Dio.


Leggi, quindi, impara. E avvicinati ad Allah, gloria a Lui, il Signore dei Mondi.


Questa è la Via per conoscerLo, amarLo, obbedirLo ed essere veri uomini, veri credenti, veri sottomessi all'Unico degno di essere adorato.


Buona navigazione.


As salam alaykum, che la pace sia su di voi.

 

Bene, buona lettura e buona navigazione anche da parte mia e che Allah subhana wa Ta'ala la benedica per il suo ottimo lavoro.

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